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ANDREA 
ANTONIO ROMANO 
 

ANDREA È UNA DONNA CHE ABITA UN CORPO MASCHILE. HA 60 ANNI, DI CUI 50 TRASCORSI INSIEME ALLA MAMMA ADOTTIVA. UN LEGAME CHE L’HA FIN TROPPO PROTETTA DA UNA SOCIETAÀ CONTAMINATA DI PAURE, TABÙ, RETICENZE E PREGIUDIZI. LA STORIA DI ANDREA INIZIA DURANTE I PRIMI ANNI ’60: IN UNA CULLA ABBANDONATA SULLA PORTA DI UN OSPEDALE. DA LÌ L’INCONTRO CON I SUOI GENITORI ADOTTIVI. A 4 ANNI LA MAMMA LE REGALÒ LA SUA PRIMA BAMBOLA. MENTRE IN TV HETER PARISI CANTAVA E BALLAVA, INSIEME A LEI ANDREA INIZIAVA A MUOVERE I SUOI PRIMI PASSI DI DANZA. GLI ANNI DELLA SCUOLA, NON FECERO ALTRO CHE INGIGANTIRE LA DISCREPANZA SUL TEMA DELL’IDENTITÀ SESSUALE; MENTRE L’ISTITUZIONE INSISTEVA NEL DEFINIRLO “MASCHIETTO”, ANDREA SI SENTIVA SEMPRE PIÙ DISTACCATA ED INCOMPRESA. SI RIFUGIAVA NEL MONDO DELLE SUE BAMBOLE, CONTINUANDO A SOGNARE QUEI PASSI DI DANZA CHE LA PORTAVANO LONTANO DALLA REALTÀ. ALLA PROTETTA INFANZIA SEGUÌ LA PERDITA DEI GENITORI ADOTTIVI, CHE SEGNÒ PER SEMPRE GLI OCCHI DI QUEL BAMBINO. UN BAMBINO CHE NON HA MAI SMESSO DI SOGNARE DI RAGGIUNGERE UN ALTROVE, CHE SI È COSTRETTO AD UNA VITA IMPERSONALE. UNA VITA SPESA A RINCORRERE LA SUA IDENTITÀ, ALLA RICERCA DI QUEL QUALCUNO CHE SA BENISSIMO DI ESSERE.

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